Caritas Scutari in aiuto dei malati che non possono essere curati in Albania

La Caritas diocesana di Scutari, tra le emergenze sociali più evidenti del territorio in cui opera, ha individuato la grave condizione di molti pazienti, spesso bambini, colpiti da malattie gravi sulle quali non era possibile intervenire in Albania per la mancanza di strutture medico-chirurgiche adeguate.

Grazie alla sensibilizzazione di molte istituzioni italiane, si è creata una rete di cooperazione internazionale con lo scopo di sostenere le cure mediche dei pazienti sopra menzionati, solo per i casi specifici di malattie non curabili in Albania e per i quali esisteva una speranza di guarigione con l’intervento di una struttura sanitaria estera adeguata.

L’inizio è stato molto difficile, ma dal settembre del 2000 alcune strutture sanitarie italiane hanno offerto la loro disponibilità al ricovero dei pazienti, nel quadro di una chiara politica di cooperazione internazionale promossa dalle Regioni competenti. Le pratiche sono state molto agevolate anche dalla presenza del Consolato italiano a Scutari e dai rapporti di collaborazione intercorsi tra il Consolato e la Caritas.

Un ulteriore anello di collaborazione è stato formato dalle Caritas diocesane italiane, dai centri di accoglienza degli istituti religiosi o dalle associazioni di volontariato che garantivano l’ospitalità all’accompagnatore (solo la madre) per il periodo extraospedaliero, compresi vitto, alloggio ed eventuali spese sanitarie.

Dal 2000 a oggi, con la sola mediazione della Caritas diocesana di Scutari-Pult, sono stati inviati in Italia per essere curati 848 malati.

Sottolineiamo che il merito dei risultati molto positivi di quest’opera  umanitaria va a tutti i soggetti coinvolti, soprattutto alle istituzioni italiane: amministrazioni pubbliche, centri ospedalieri, enti religiosi, Caritas diocesane italiane e i numerosi volontari e operatori della Caritas a Scutari e  in Italia che lavorano  per realizzare al meglio questo servizio.

Ringraziamo inoltre le Regioni italiane e i centri ospedalieri, l’Ambasciata d’Italia e il Consolato a Tirana, e in modo particolare il Consolato a Scutari, insieme ai vari centri di accoglienza in Italia, perché ci hanno aiutato e continuano ad aiutarci a salvare molte vite umane nello spirito di una grande solidarietà internazionale, segno concreto della profonda amicizia tra i due popoli, Italia e Albania, e contributo concreto alla promozione della vita umana, soprattutto della parte più debole della società albanese.

BETANIA – UNA CASA PER I POVERI

Finanziato da RENOVABIS

Dopo la caduta della dittatura comunista, l’Albania è precipitata in un caos generale, soprattutto a livello di governo. Poiché tutto era sfuggito al controllo, le conseguenze sono state gravi: la distruzione di stabilimenti, fabbriche, fattorie e aziende agricole; di conseguenza il tenore di vita, invece di crescere (con la privatizzazione dell’economia), è sceso sotto il livello minimo. Questo crollo dell’economia ha portato a un livello di povertà molto alto in alcune famiglie, soprattutto in quelle coinvolte nel cosiddetto “libero movimento della popolazione”.

Queste famiglie, giunte da diverse zone, soprattutto dalle montagne, non avendo trovato in città ciò che speravano (perché il flusso verso la città era molto forte), sono rimaste per lo più disoccupate e una buona parte di esse anche senza casa. Attualmente una parte di loro vive in case in affitto e spesso non è in grado di pagare nemmeno l’affitto; di conseguenza è costretta a cercare alloggi in affitto il più possibile economici, che possono essere del tutto inadatti all’abitazione. Nella stessa situazione si trovano anche molte altre famiglie che dispongono di una sola stanza e vivono in condizioni abitative estremamente difficili.

Riteniamo che aiutare queste famiglie sia indispensabile, perché dando loro una mano a impegnarsi nella vita quotidiana facciamo rinascere in loro la speranza e la fiducia nel futuro, e soprattutto ricordiamo loro che anch’esse fanno parte di una società avanzata e del progresso.

Beneficiari:

Famiglie giunte dalle zone montane che vivono in baracche o in condizioni difficili

Famiglie la cui casa è andata a fuoco e che non hanno la possibilità di ricostruirla con le proprie entrate

Famiglie la cui casa è crollata per vetustà o per calamità naturali

Donne con figli abbandonate dai mariti e senza una casa propria

Il sostegno consiste in:

– fornitura di materiali da costruzione; pagamento temporaneo dell’affitto; coinvolgimento anche di altri attori locali perché contribuiscano ad aiutare le famiglie sopra menzionate.

– La rete di lavoro, costituita dai religiosi e dalle religiose e dalle parrocchie, si fa carico di verificare i casi e di garantire la destinazione dei fondi al servizio di queste famiglie, secondo le rispettive zone in cui operano.