Piano generale del Villaggio della Pace
Promosso dalla Caritas di Scutari in occasione del Grande Giubileo dell’anno Duemila

Il Villaggio della Pace è una realtà nata dal desiderio di offrire alla società albanese la testimonianza dell’unità, della fraternità universale, del servizio ai poveri e agli strati più dimenticati, con lo scopo di integrarli con il resto della società.
Il Villaggio della Pace (nato durante l’emergenza profughi del 1999) assume l’aspetto di un centro polivalente con finalità socio-culturali. Oggi la struttura si trova sulle pendici del monte Tarabosh, vicino al punto in cui il fiume esce dal lago di Scutari, grazie al prezioso contributo della Caritas di Brescia e della Caritas di Darfo, nonché ai fondi della Missione Arcobaleno. Il paesaggio è impreziosito dal castello e dal fiume Buna, che si unisce al fiume Drin in una cornice di pianure e montagne che sullo sfondo formano una realtà nuova, che desideriamo sia uno stimolo alla pace e alla fraternità universale.

Per la Chiesa di Scutari l’esperienza dell’emergenza profughi è stata non solo un periodo di servizio di grande generosità, ma anche una profonda riflessione sui problemi sociali in mezzo ai quali vive. Tale riflessione ci ha portato a pensare a una struttura che fosse posta al servizio della popolazione locale e fosse testimonianza di unità e di amore.
Emblematica è la struttura stessa, che per circa 150 anni ha funzionato come caserma militare, ma che ora si sta trasformando in un centro per promuovere la pace e la fraternità universale.
È come se cominciasse a realizzarsi la parola di Isaia: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra» (Is 2,4-5).
Descrizione generale delle attività
Le case del villaggio sono così: piccole case, ma con un grande significato, perché al loro interno nascono la pace e l’armonia tra giovani di etnie e confessioni religiose diverse.
Tra le opere individuate spiccano quelle rivolte ai rom, che abitano ai piedi di questa struttura. Già molto tempo prima i Padri Cappuccini si erano impegnati nell’educazione dei rom con una piccola scuola di recupero scolastico e di alfabetizzazione, e il progetto si è ampliato in un programma socio-culturale che continua a svolgersi nel Villaggio della Pace. Per questo progetto sono state messe a disposizione quattro strutture prefabbricate, donate dalla Caritas di Darfo-Brescia con i fondi della Missione Arcobaleno, nelle quali si tengono lezioni di recupero scolastico e si trovano la mensa e il luogo di riposo, l’ambulatorio e il consultorio socio-sanitario gestito dal Malteser. Tutto si realizza sotto il coordinamento dei frati cappuccini di Scutari.
La seconda opera è una struttura di prima accoglienza rivolta a ragazze, minori in difficoltà e persone con disabilità. Per queste due realtà sono state attivate «case famiglia» e laboratori di lavoro. In questo settore la Caritas diocesana di Scutari-Pult collabora con la Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, che fin dall’inizio del funzionamento del Villaggio della Pace ha messo a disposizione volontari che continuano a essere presenti e a dare il loro prezioso contributo per alleviare diversi problemi sociali.
La casa della pace per i bambini. La Caritas di Scutari ha messo a disposizione una casa vicino al Villaggio della Pace per assistere minori con vari problemi sociali. A questo progetto collaborano volontari albanesi e stranieri.
Il progetto Casa della Pace. Partendo dal fatto che la nostra società vive drammaticamente una situazione di conflitto e di violenza, e tenendo presenti le scene delle guerre etniche nei Balcani, nel corso degli anni sono state realizzate molte attività locali, nazionali e internazionali, con lo scopo di educare alla pace e alla tolleranza, per la soluzione pacifica dei conflitti interni senza ricorrere alla violenza, ma attraverso il dialogo e il confronto pacifico tra le diverse parti.
Alcune delle case prefabbricate sono a disposizione per accogliere gruppi che desiderano vivere momenti di formazione ed esercizi spirituali, nonché volontari venuti dall’estero che desiderano fare esperienza sia nella Casa della Pace sia nelle attività di solidarietà sopra menzionate.
Il terreno su cui è stato costruito il centro, acquistato con i fondi della Caritas diocesana di Brescia, è stato trasformato in un orto botanico, dove si curano le specie della flora locale. Per questo ci avvaliamo dell’aiuto e dei consigli di uno dei migliori agronomi d’Albania, il prof. Ahmet Osja, recentemente decorato dal Presidente della Repubblica d’Albania. In questo orto lavoreranno anche gli ospiti del villaggio (i giovani con problemi sociali assistiti dalle associazioni sopra menzionate), nonché gli stessi ospiti della Casa della Pace.